Corsi e professionisti di salute mentale nella scuola?
Scuola e salute mentale sono legate a doppio filo, in un mutuo rapporto di interdipendenza. L’importanza della scuola nella salute mentale è indiscutibile e proviene da diversi fattori. Va detto anzitutto, che l’esperienza scolastica cade in un periodo delicato e cruciale per la formazione e il completamento dell’identità. È questo, infatti, il periodo che coincide con la massima ricettività non solo cognitiva, ma anche e soprattutto emotiva, della persona. Si tratta, del resto, della più intensa, continuativa e strutturata esperienza di vita sociale per l’individuo in formazione al di fuori della famiglia. In tal senso, essa, nei confronti di quest’ultima, ne costituisce un’integrazione significativa, che allontana il soggetto temporaneamente, ma sistematicamente e ripetutamente, dall’alveo conosciuto e solito del gruppo familiare, offrendogli nuove opportunità relazionali ed affettive. Le capacità d’adattamento vengono in tal modo sollecilate e il soggetto si consolida nella propria stima di sè e nelle proprie capacità relazionali.
Dell’importanza della scuola nella formazione psicologica dei giovani si è andati sempre più prendendo coscienza fino a considerarla oggi uno dei compiti carattestici dell’istituzione scolastica, nei confronti della quale però non sempre il personale docente è adeguatamente attrezzato.
Oggi, con la crisi della famiglia tradizionale nelle società post-industriali d’occidente, si tende a delegare sempre più questa funzione alla scuola, realtà sociale, che malgrado tutto, mantiene ancora un valore istituzionale inalterato. Non sappiamo quanto questo sia opportuno o legittimo, ma sembra ormai chiaro che famiglia e scuola debbano procedere sempre più verso un’integrazione di sostanza, completandosi a vicenda nell’obiettivo di pervenire alla migliore formazione psicologica del giovane.
In ciò gli operatori della salute mentale dovranno parallelamente svolgere un ruolo di riferimento tecnico per entrambe le realtà istituzionali, piuttosto che pensare a una loro stabile presenza nella scuola. È importante che tanto la famiglia che la scuola recuperino il senso del proprio ruolo originario e si propongano al giovane in posizione di armonico mutuo completamento. Non deleghe reciproche, continue e fuorvianti, dunque, ma, tanto il genitore che l’insegnante, padroni del proprio ruolo e vicendevolmente confermantisi.
Il disorientamento, che non infrequentemente c’è dato osservare, non può che ripercuotersi negativamente sui giovani e sul loro sentimento di stabilità. Genitori e insegnanti sperimentano oggi un inquietante sentimento di impotenza: i primi minacciati nella loro credibilità dai potenti condizionamenti dei mezzi di massa, i secondi oberati da eccessive deleghe e messi in discussione nella loro autorità e competenza dagli stessi mezzi di massa e talora dalle difese proiettive degli stessi genitori. È necessario per entrambi il recupero di una dimensione di maggiore serenità, per poter esercitare appieno il loro fondamentale compito di formazione dei futuri genitori e insegnanti.


